Crisi di coppia? Ecco la soluzione in formula doppia
Crisi di coppia? Ecco la soluzione in formula doppia

Superare la crisi di coppia è possibile!

Gli anni di esperienza dei terapeuti della nostra équipe hanno dimostrato che, in un’ottica di benessere, quando c’è la volontà di chi chiede aiuto affiancata alla professionalità di chi lo accoglie, ogni problema è superabile. In particolare, al Centro Studi Kairos, stiamo lavorando con una specifica modalità di intervento che è quella della co-terapia, secondo la quale la conduzione della seduta è affidata a due terapeuti: si tratta di un tipo di setting che offre ai pazienti una doppia possibilità di essere ascoltati, di affrontare lo stallo e favorire il cambiamento.

L’interesse verso questo tipo di conduzione risale alla fine degli anni ’30 (Reeve, 1993) nell’ambito della psicoterapia individuale e della psichiatria, finché, negli anni ’50, la nascita della psicologia della famiglia porta gli studiosi a riflettere sui particolari vantaggi che la co-conduzione offre alla seduta terapeutica rivolta a più persone, con l’obiettivo di coglierne e sperimentarne tutte le potenti sfaccettature (Rubistein e Weiner, 1969; Whitaker, 1984).

In quest’ottica si sta muovendo il Centro Studi Kairos, utilizzando nel percorso terapeutico di coppia una modalità di co-conduzione che prevede un terapeuta uomo ed una terapeuta donna.

La conduzione della seduta da parte di questa particolare coppia offre ai pazienti una pluralità di vedute maschili e femminili, che restituisce una sorta di garanzia di neutralità, utile a porre tutti a proprio agio, indipendentemente dal proprio sesso, e prendersi cura nella maniera più completa di chi gli sta di fronte. Nello stesso tempo, il comportamento dei terapeuti aiuterà a dimostrare l’infondatezza di stereotipi culturali che assegnano atteggiamenti mentali e relazionali specifici agli uomini o alle donne (Selvini Palazzoli M. et al., 1975).

La coppia terapeutica offre ai pazienti la possibilità di attuare specifici e potenti giochi di risonanze e rispecchiamenti, come nel caso dell’attivazione di interazioni con la coppia genitoriale (metaforicamente rappresentata dai terapeuti) che consente ai pazienti di ottenere contemporaneamente approvazione e attenzione del padre senza temere di perdere l’amore della madre (Giusti E., Montanari C., 2005).

La coppia co-terapeutica uomo-donna è anche in grado di intervenire ad un livello meta-comunicativo, fornendo alla copia in crisi la dimostrazione di come due persone possano interagire con una comunicazione chiara, diretta e flessibile. Ciò avviene quando i due conduttori, durante l’incontro, davanti ai pazienti, si confrontano tra loro e si ridefiniscono rispetto a quello che è accaduto durante la seduta: si tratta un tipo di osservazione che noi chiamiamo “modulata”, che aiuta i pazienti a rileggere le proprie dinamiche di coppia.

La riuscita di questa modalità operativa presuppone, però, che nella relazione tra i due professionisti ci sia accordo stima e fiducia, e che la scelta reciproca si basi su principi condivisi. Uno di questi potrebbe essere quello dell’adesione allo stesso paradigma terapeutico, che consentirà uno scambio di idee, impressioni, emozioni e sensazioni sullo stesso piano, secondo gli stessi principi. Oppure, al contrario, si può utilizzare la diversità come risorsa; in una coppia di terapeuti di differenti orientamenti ognuno ha uno sguardo diverso proveniente da vertici di osservazione apparentemente lontani tra loro, e utilizza distinte modalità di conduzione. In qualsiasi caso, ciò che conta è l’importanza che la coppia di terapeuti assegna alla condivisione ed all’apprendimento reciproco, quali elementi fondanti per la buona riuscita di una co-terapia (Roller e Nelson, 1991).

 

Dott.ssa Orietta de Sarno Prignano Avena

Oriblu18@gmail.com

 

BIBLIOGRAFIA

Giusti E., Montanari C. (2005), La co-psicoterapia. Due è meglio e più di uno in efficacia ed efficienza, Sovera Edizioni, Roma
Reeve G.H. (1939), “Trends in therapy. V. A method of coordinate treatment”, American Journal of Orthopsychiatry, 14, 550-556
Roller B. e Nelson V. (1991), The Art of Co-therapy. How Therapists Work Together, Guilford Press, New York
Rubinstein D., Weiner O.R. (1969), “Rapporti nel lavoro della equipe di coterapia nella psicoterapia della famiglia”, in G.H. Zuch e Borzomenyi-Nagy I., Family Therap and Disturbed Families, Science and Behaviur Books, Palo Alto
Selvini Palazzoli et al. (1975), Paradosso e controparadosso. Feltrinelli, Milano
Whitaker C.A. (1984), Il gioco e l’assurdo. La terapia esperienziale della famiglia, Astrolabio, Roma

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